I film che hanno reso grande l’i-gaming
Due mondi distanti, ma uniti da una stessa capacità: quella di coinvolgere il pubblico attraverso storie, personaggi e mondi riconoscibili. Se si guardano sotto questa lente, cinema e gaming non sono poi così diversi tra loro. Ed è più facile capire perché molte delle pellicole più celebri sono diventate anche protagoniste di slot machine e videogiochi.

“Il successo di questo binomio nasce dalla forza del brand, – ci spiega Chiara Fabiane, redattrice di Slot Mania, interrogata sul tema – un film iconico porta con sé musiche, scenografie e protagonisti che i giocatori riconoscono immediatamente, trasformando l’esperienza di gioco in qualcosa di familiare e immersivo”. Prendete Jurassic Park, per esempio: il capolavoro diretto da Steven Spielberg nel 1993, tratto dal romanzo di Michael Crichton, è un esempio di successo transmediale. Dinosauri, ambientazioni spettacolari e una colonna sonora indimenticabile hanno creato un percorso che dai libri è finito alle slot machine, in un universo che ricrea l’atmosfera di Isla Nublar.
Un percorso simile lo ha avuto lo storico Il Gladiatore di Ridley Scott e Russell Crowe: l’epopea di Massimo Decimo Meridio si prestava perfettamente al gaming grazie alle battaglie nell’arena, ai simboli dell’antica Roma e all’epicità che caratterizza il film. Tutt’altro genere, ma stessa fortuna, per Ghostbusters, la commedia soprannaturale del 1984 diretta da Ivan Reitman con Bill Murray, Dan Aykroyd e Harold Ramis. “Fantasmi, effetti speciali e la celebre colonna sonora hanno dato vita ad alcune tra le slot machine più apprezzate, – continua Chiara Fabiane -, che ripropongono spettri, suoni e personaggi anche sottoforma di bonus e animazioni”.
Grande classico è anche Il Padrino, il capolavoro di Francis Ford Coppola del 1972 con Marlon Brando e Al Pacino. L’universo della famiglia Corleone è stato adattato sia nei videogiochi sia nelle slot, sfruttando il fascino senza tempo della saga. Altro classico, già di per sé legato al gambling, è James Bond, soprattutto con Casino Royale del 2006, così come lo stesso successo nel gaming lo ha avuto Terminator, di James Cameron, con Arnold Schwarzenegger che è diventato protagonista anche di slot e videogame.
Poi ci sono tutta una serie di titoli, di slot e di videogame che portano nei casinò o nelle piattaforme di gioco figure e personaggi che sono cult nel mondo del cinema – racconta ancora l’esperta di Slot Mania -, e allora dobbiamo citare King Kong, dal film originale del 1933 fino al remake diretto da Peter Jackson nel 2005, la cui iconografia action-avventura si presta perfettamente a slot dai temi esotici e ai boss finali dei videogame. Oppure Lo Squalo di Steven Spielberg del 1975, che con la sua tensione crescente ha ispirato meccaniche di gioco basate sulla suspense e sull’attesa della vincita. E, perché no, anche Rocky, pellicola di Sylvester Stallone, il cui percorso da underdog a campione si adatta naturalmente alla struttura a livelli e round tipica di molti titoli sportivi e arcade”. Ultimo, ma non in ordine di importanza, è Grease, musical del 1978 diretto da Randal Kleiser con John Travolta e Olivia Newton-John, i cui colori, musica e atmosfere anni Cinquanta hanno dato vita a giochi leggeri e divertenti, dimostrando che non solo l’azione può funzionare nel gaming.
“Il successo di questi adattamenti dimostra come il cinema continui a rappresentare una fonte inesauribile di ispirazione per il gaming”, conclude l’esperta. Perché un grande film non offre soltanto una storia, ma crea un universo narrativo che il pubblico vuole continuare a vivere anche attraverso forme di intrattenimento diverse.
E lo cerca, un po’ dappertutto. Ed è proprio questa continuità tra grande schermo e gioco digitale a rendere il connubio così vincente per aziende e appassionati.

