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Il 25 novembre non è solo Black Friday.

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Novembre è stato un mese un po’ speciale, caratterizzato da una tematica e da uno specifico evento che sono stati entrambi forti, delicati e capaci di catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica.
È praticamente impossibile trovare qualcuno che non si sia espresso sulle elezioni presidenziali USA tenutesi il recente 8 novembre e che hanno sentenziato la vittoria del candidato Donald Trump ai danni della sfidante democratica Hilary Clinton: solo la storia saprà confermare (o smentire) la bontà della scelta effettuata dall’elettorato americano, per ora il dato oggettivo esibisce la sconfitta di una donna.

Emblema di due stili propagandistici diametralmente opposti: da una parte, strilli, approssimazione e proclami all’insegna del dozzinale populismo, dall’altra tanta discrezione, qualche lato oscuro che ha fatto capolino a ridosso della tornata elettorale, ma in generale una sobrietà spesso stucchevole che sembrava influenzata dal sentimento di paura.
Proprio questo sentimento diventa metafora della tematica novembrina centrale: la violenza sulle donne e la giornata, istituita il 25 novembre, per eliminare definitivamente ogni atto crudele perpetrato nei confronti delle persone di sesso femminile. Le donne conoscono bene la paura, la vivono quotidianamente in situazioni che spesso non culminano in eccessi di violenza (secondo l’accezione corrente della parola), ma che lasciano segni nella profondità dell’incoscio. Quotidianamente. E confluire tutte le iniziative di sensibilizzazione in 24 ore è, lasciatemi usare questo termine, una manovra di stampa tremendamente trumpiano.
All’ombra degli anni 20′ del XXI secolo non possono alternarsi, come le festività di Natale e Pasqua, giorni passati ad indossare capi di colore arancione e doni floreali con mimose e relative variazioni. Un corretto stile di vita passa anche da questa fondamentale presa di coscienza: avere carattere significa non sovrastare gli altri, mai, di qualsivoglia appartenenza sociale, sesso e cultura siano; la prepotenza non è un pregio, non impreziosisce la personalità ma, al contrario, rende solo l’ennesima copia della copia di un cliché oramai privo di fascino.
Pensa con la tua testa e rispetta chi ti circonda.
E non pensare al 25 novembre solo come Black Friday e sconti pazzi.

Giandomenico Piccolo
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