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I bambini sono maestri. Intervista all’insegnante di Yoga, Teresa Montenero

L’età evolutiva è un’età delicata e magica allo stesso tempo, è quella parte della vita in cui l’individuo si definisce, si modella, matura, cresce, non solo esternamente, ma soprattutto interiormente, è quella parte della vita in cui l’apprendimento è scandito per la maggior parte dai ritmi scolastici, ma non solo. È un’età magica perché è come un seme che ormai timida piantina sta mettendo radici per poter crescere e raggiungere il cielo.

Il tema di questo mese è il mondo della scuola, un mondo che racchiude i percorsi evolutivi più disparati, un mondo che sembra racchiudere le realtà più varie, le fasi più critiche, quelle più belle ed emozionanti e soprattutto è l’età per eccellenza dell’apprendimento. Perché per quanto l’intera esistenza di un individuo può essere considerata un continuo apprendere e un continuo modellarsi e crescere, mai come nell’età evolutiva i cambiamenti sono così repentini da necessitare stimoli continui, da cui si impara tantissimo e velocemente.

È necessario dunque che la società si prenda cura di questa delicata fase e fornisca maggiori strumenti per crescere il più serenamente possibile in una società, ahimè, tendenzialmente nevrotica e poco attenta. Le discipline orientali forniscono un valido strumento di supporto, sono ormai noti gli effetti benefici di pratiche quali lo yoga e la meditazione, sia per aumentare la concentrazione, che per rinforzare e mantenere in salute il corpo, si sa, “mens sana in corpore sano”.

Lo yoga diventa un prezioso strumento educativo, soprattutto per un sano sviluppo psicofisico. Una ricerca pubblicata da Frontiers in Psychiatry USA del 2014 mette in evidenza che lo yoga insegnato a scuola possa mettere al riparo i giovani da una società che li tiene continuamente sotto pressione, secondo questo studio, grazie allo yoga, migliora infatti concentrazione, memoria, forma fisica, autostima, consapevolezza di sé e delle proprie emozioni, equilibrio psicofisico, resilienza, empatia e collaborazione tra coetanei.

Già nel 1998 il MIUR ha firmato un primo protocollo di intesa con le associazioni di yoga, rinnovato poi nel 2015, in cui si riconosce l’importanza e i benefici dello yoga per favorire uno sviluppo armonico dell’intera personalità e potenzialità del bambino. Purtroppo tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare, ci sono realtà in cui viene praticato e incentivato in un contesto scolastico, ma restano, purtroppo, isolate.

Per scoprire più nel concreto questo mondo ho deciso di intervistare Teresa Montenero, insegnante di yoga sia per adulti che per bambini. Lei ci guiderà attraverso la sua esperienza in un mondo tutto da esplorare, un mondo magico, fatto di storie, di creatività, di condivisione e perché no? Di tanta allegria, un mondo che affonda le sue radici nella storia e che tramite il gioco diventa fruibile per tutte le età.

Da quanto tempo insegni yoga ai bambini?

 I bambini mi insegnano lo yoga da quando ero ragazza, sono sempre stata bene insieme a loro nei giochi e in tutte le attività ludiche. Ho però preso la certificazione di insegnante di kundalini yoga bimbi quasi tre anni fa.

Da che età è possibile praticare?

Lo yoga è praticato naturalmente dai bambini nella pancia della loro mamma, alla nascita hanno già sperimentato tutte le posizioni yoga possibili. Nel kundalini yoga si distingue una fascia d’età che va dai 3 ai 6-7 nella quale si pratica “yoga family” cioè il bambino è insieme al genitore durante la pratica. Poi fino agli 11 anni parliamo di yoga bimbi ed il bambino sperimenta autonomamente le pratiche proposte dall’insegnante.

Quali benefici porta praticare lo yoga da piccoli o in età scolare?

I benefici di yoga, pranayama e meditazione sono riconosciuti da molti insegnanti, genitori ed esperti del settore. Lo yoga oltre ad offrire una valida alternativa non competitiva allo sport favorisce l’ambiente di apprendimento. Anche l’ambiente scientifico e della ricerca si stanno interessando agli effetti dello yoga. Conoscere i risultati d questi studi ci aiuta ad avere delle solide basi per presentare ai genitori e alle figure professionali con le quali c interfacciamo, anche quelle più scettiche, i benefici dello yoga per bambini. Ne elenco qualcuno provato dalle ricerche effettuate nelle scuole e in altre situazioni educative

  • fornisce agli studenti dei modi sani per esprimere, bilanciare e regolare le proprie emozioni e i propri comportamenti (Accardo 2017, Bergen-Cico et al. 2015)
  • promuove uno stato dell’essere più rilassato e confortevole, lo stato perfetto per insegnare ed imparare (Dai et al. 2015)
  • migliora la flessibilità, la forza e il benessere fisico (Chen&Pauwels 2014)
  • ha degli effetti positivi anche sui docenti, incluso un aumento della calma, della consapevolezza, del benessere generale, della qualità del sonno, delle regolazione delle emozioni e promuove un’attitudine positiva, in più migliora la capacità di gestione della classe. Migliorano alcuni sintomi fisici legati alla pressione sanguigna e alla risposta del cortisolo, andando a ridurre lo stress di corpo e mente.
  • Tutti questi risultati nel loro insieme creano una situazione di supporto effettivo da parte degli insegnanti, migliorando di conseguenza i risultati degli studenti. (Harris et al.2016, Singh et al. 2013)

Su cosa si fonda lo yoga insegnato ai bambini?

La pratica per i bambini cambia profondamente rispetto a quella per gli adulti: con i bambini si gioca perché è la modalità più immediata per trasmettere l’insegnamento.

Come si svolge una sessione?

Il kundalini yoga è una tecnica integrata, si usano contemporaneamente più elementi indicati dal percorso di Patanjali, è una disciplina che in poco tempo dà molto. Prima di iniziare la sequenza data (perché non lavoriamo su singola asana ma su sequenza di esercizi), vibriamo un mantra, l’Adi Mantra. Poi si svolgeranno alcuni giochi motori per favorire la socializzazione.

Si procede introducendo il lavoro yogico che prevede una serie di asana, un rilassamento breve e la meditazione. Dopo il rilassamento ai bambini verrà proposto un laboratorio di yoga bimbi, che, attraverso varie attività, contribuisce allo sviluppo armonico del bambino.

Lo spazio del laboratorio è libero e vario, possiamo invitarli a ballare, eseguire esercizi ritmici attraverso giochi e attività d gruppo, attività manuali creativo-artistiche, che vanno dal colorare al costruire un oggetto, si può anche proporre di mettere in scena una storia, lavorare la plastilina, o cose analoghe. Si termina con la canzone “che il sole t’illumini sempre, l’amore ti circondi e la pura luce che è dentro di te guidi il tuo cammino” ed in fine viene vibrato tre volte il mantra “sat nam” per terminare e chiudere lo spazio yogico.

Sei favorevole all’insegnamento dello yoga nelle scuole?

Si certo, per prima cosa perché ricreare un ambiente scolastico grazie allo yoga favorisce anche il piacere di ritornare a scuola ogni giorno, e poi perché l’attività svolta in compagnia dei propri compagni di scuola abbatte molte barriere, facilitando l’armonia tra loro.

Imparare giocando può essere esteso anche in maniera trasversale ad altri ambiti? Quanto aiuta lo yoga-bimbi in questo?

Imparare giocando è davvero il modo migliore per i bambini, e anche per gli adulti, di imparare le cose, qualsiasi tipologia di insegnamento e di esperienza diventa, in questo modo, più fruibile, sia per chi la dà che per chi la riceve. Lo yoga bimbi rende molto flessibile l’idea di imparare, si impara col linguaggio del corpo: vediamo fare all’altro e ripetiamo. Stiamo sperimentando e imparando allo stesso tempo.

Parlaci della tua esperienza con i bambini, cosa ti ha regalato insegnare yoga ai giovanissimi? E cosa pensi di aver dato loro?

La mia esperienza nasce dall’aver visto la gioia dei bambini nell’osservare altre persone praticare acro yoga, eravamo sulla spiaggia ed erano estasiati nel vedere questi due insegnanti volteggiare nelle varie asana, si era proprio creata una nuvola di benessere in cui anch’io ero immersa e ho sentito che avrei voluto fare questo e permettermi di poter stare in quella nuvola.

Quando mi si è poi presentata l’occasione di fare il corso di formazione, l’ho presa al volo. È stato meraviglioso in primis ritrovare la bambina che era in me, fare yoga e tornare a quel bambino interiore che cercavo da tanto. Quando ho iniziato a fare yoga con i bambini ho ricevuto un grande regalo, mi hanno regalato me stessa, il piacere di tornare ad essere bambina.

Io non credo di insegnare loro qualcosa, ma loro insegnano a me e la mia gratitudine cresce sempre di più nello stare insieme a loro, perché loro sono puri e mi permettono di entrare in quella nuvola di purezza insieme a loro e gli sono eternamente grata per questo.

Pensi che fare avvicinare i piccoli a queste pratiche possa aiutare a costruire una società migliore? Se sì come?

Io credo che la società fatta dai bambini sia davvero la migliore che ci sia, in loro non c’è malizia né cattiveria, non c’è nessun sentimento che possa ledere l’altro, sono anime luminose e poi nel tempo crescendo si iniziano a formare quegli schemi mentali che distorcono quella luce interiore.

Consiglio a tutti di entrare nel loro mondo e stare con loro e giocare contattando il proprio bambino interiore. È facile fare yoga con loro, perché sono già “esperti” di yoga e sedersi con loro e stare lì a giocare e lasciare che loro conducano il gioco, diventa un grande regalo: sedersi a terra, entrare in contatto con la terra e farlo insieme ai bambini. Ecco come si può costruire una società migliore.

Hai progetti per il futuro in questo ambito?

Ho tanti progetti per il futuro, veramente tanti, il primo che mi viene in mente è ciò che è venuto fuori durante una riunione con la dirigente della scuola di mia figlia. Lei proponeva ai genitori di interfacciarsi con la scuola anche per offrire le proprie abilità, come un genitore, l’anno passato che si è offerto di tenere un corso gratuito su come utilizzare la piattaforma “gsuite”, che era semplice ma che metteva in difficoltà i genitori meno esperti.

Così, un mio prossimo progetto sarà offrire, da genitore, la possibilità di condividere questa mia esperienza di yoga con i bambini. Lo farei davvero col cuore, e soprattutto perché i bambini hanno proprio bisogno di stare in uno spazio che sia al sicuro, dove sono ascoltati, compresi, dove possono confrontarsi l’uno con l’altro, confrontare con sé stessi e potersi esprimere, perché ogni sessione alla fine ha un laboratorio in cui i bambini possono esprimere la loro creatività sia col corpo che con la loro manualità.

Inoltre c’è un altro progetto che ho avviato all’inizio di questa primavera, che si chiama “respira Matese”, è una realtà che piano piano sta crescendo e che si compone di tre persone, un insegnante di yoga, che sarei io, un poeta esperto camminatore, Carlo Pastore, che conosce alla perfezione i sentieri del parco regionale del Matese e mio marito che è il coordinatore di questo progetto, in cui si pratica yoga camminato e meditazioni entrando in contatto con i vari elementi, acqua, terra, aria, fuoco ed etere.

A questo progetto, quest’estate hanno partecipato anche dei bambini, erano meravigliati dalla bellezza della natura e affascinati dall’imparare tante cose su erbe e altro, insomma sono stati una miccia che mi ha fatto immaginare che l’anno prossimo posso organizzare delle esperienze di yoga bimbi in natura, adattate ai bambini. Perché quest’anno i bambini si sono adattati agli adulti e l’anno prossimo gli adulti si adatteranno ai bambini, magari i genitori avranno il piacere di portare i loro bimbi e partecipare insieme a loro.

Grazie a Teresa abbiamo aperto gli occhi su una splendida realtà tutta da esplorare, con l’augurio che tutto questo possa diventare una realtà presto diffusa. Come diceva la mia insegnante “i bambini sono maestri” e solo entrando in contatto con loro e imparando con loro e prestando attenzione alle loro esigenze e potenzialità è possibile davvero costruire una società migliore.

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