Palcoscenico 

Al Teatro Stabile di Napoli torna Miseria e Nobiltà di Eduardo Scarpetta

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La famosa commedia di Eduardo Scarpetta riproposta nella produzione del Teatro San Ferdinando per la regia di Arturo Cirillo e un cast in ottima sintonia.

Riproporre un testo come Miseria e Nobiltà non è mai semplice, soprattutto visti i rilevanti precedenti con cui confrontarsi, ma la messa di Arturo Cirillo vale davvero la pena di essere ammirata. Quando si è più volte ammirato un’opera famosa come quella di Scarpetta, si crede di conoscere perfettamente il testo, ma in realtà, un testo così ricco mostra sempre aspetti nuovi e poco trattati.

Il cast del Teatro San Ferdinando si conferma di ottima caratura. Davvero bravi Tanino Taiuti, nella parte di Felice e lo stesso Arturo Cirillo nella parte di Gaetano, così come molto ben rappresentate sono Luisella e Concetta, rispettivamente da Milvia Marigliano e Sabrina Scuccimarra. Tutto il cast di attori è comunque convincente nella messa in scena di una delle opere di Scarpetta più famose, interpretata dai più grandi artisti della storia del teatro napoletano, con cui l’opera di Cirillo non sfigura affatto, ma anzi si esalta perché ben recitata,capace di far riflettere e ridere allo stesso tempo.

Riproduzioni di opere così importanti, spesso possono limitarsi a mettere in scena un testo che può fare il verso ai classici del passato, o limitarsi alle macchiette provenienti dalla riproduzione cinematografica del grande Totò. In realtà la messa in scena di Cirillo riproduce tutta la brillantezza, la “violenza”, il sentimentalismo e a volte la crudeltà del testo. In un continuo rapporto con la tradizione, “fame e sentimento” si alternano nell’accentuare i valori del senso di famiglia (funzionale e disfunzionale allo stesso tempo) e le differenze di condizione sociale. Il tutto si mescola con le classiche maschere, le beffe e il lieto fine, classico della commedia.

I dialoghi sono cadenzati in una lingua che diventa quasi musica sincopata. Un linguaggio diverso che riprende il napoletano antico con suoni e parole nuove,  suoni onomatopeici, scandita dai movimenti del corpo degli attori.

In questo contesto le luci e le musiche sono protagoniste con i personaggi, nel sottolineare tutte le scene più importanti.

La Napoli di Miseria e Nobiltà è una città senza tempo, che vive un periodo di netta transizione e cambiamento, da cui tanti e troppe persone sono escluse. I protagonisti della commedia di Scarpetta sono proprio quegli esclusi che vivono, come dice lo stesso Cirillo, in una condizione di vera miseria e finta nobiltà.

Poi c’è la vera miseria e la finta nobiltà, vera perché la fame non è effimera, non è eterea ma è concreta e materica. La nobiltà al contrario è apparenza, albagia, come un sogno.

Miseria e Nobiltà al Teatro San Ferdinando di Napoli è un’ottima opportunità per poter rivivere un classico del passato.

 

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Daniele Maisto

Blogger, giornalista laureato in scienze politiche e relazioni internazionali e studi diplomatici. Appassionato di sport, musica, cinema, auto e tecnologia. Affamato di storie, crede nella possibilità che una descrizione meno faziosa dei fatti possa rendere il mondo più democratico. Twitter @DanieleMaisto83 Blog Anarcolessia.blogspot.it
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