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La tecnologia che ci “smagnetizza il cuore”. Intervista a Ganoona

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La tecnologia che ci “smagnetizza il cuore”. È da qui che parte il nuovo lavoro di Ganoona. Dopo alcuni brani come Cent’anni, Come un pazzo, Tonno, esce il suo nuovo singolo,“Bad Vibes”. Un urlo liberatorio in una società che spesso ci tiene intrappolati, incoscienti e anestetizzati. 

Il ritmo sud americano con le sonorità black, latin e hip-hop, si fondono in un testo introspettivo e interessante nel suo genere. 

FixonMagazine ha deciso di incontrarlo per farsi raccontare questo viaggio musicale tra continenti diversi.

 

Cover Bad Vibes (Ganoona)
Cover Bad Vibes (Ganoona)

“Bad Vibes”, è il tuo ultimo singolo. Esce in un periodo storico di grande sofferenza, in cui l’emergenza Covid ha limitato la libertà degli esseri umani, privandoli del proprio essere sociale. Un modo per allontanare le “energie cattive” e cercare nuovi rifugi.

Credo che per affrontare al meglio questo periodo sia necessario avere ben chiari i propri obiettivi e priorità. Avere il coraggio di guardarsi dentro e prendersi cura di sé. Ognuno ha il suo rifugio, il mio è la musica. Sicuramente non dobbiamo cercare rifugio solo nella tecnologia, nello streaming ossessivo e nei social.

 

Nel videoclip di “Bad Vibes”, ballerini danzano stili diversi. Che ruolo ha nella tua musica , la danza. 

Sono molto legato e affascinato dal mondo della danza. Credo che sia molto interessante il veicolare emozioni e atmosfere solo con il corpo, interpretare la musica al punto che sembri “uscire” dal corpo del ballerino. Al momento non ci sono performance di danza nei miei show. E’ qualcosa che mi piacerebbe sperimentare, e in realtà nel mio primo concerto in assoluto avevo delle ballerine sul palco. Epico. 

Per il video volevamo dar voce alla sensazione di ingabbiamento fisico dato dalla quarantena, e chi meglio di ballerini e performer potevano farlo. Infatti ognuno ha dato una prospettiva diversa e il risultato è un mosaico intimo e collettivo allo stesso tempo. 

Al centro della tua musica la voglia di esorcizzare le insicurezze, le paure dell’essere umano che spesso sono celate in un atteggiamento forzato dell’uomo del nostro tempo.

Troppo spesso la prima cosa che facciamo appena svegli è guardare il telefono. Sappiamo che ci fa male, che ci “smagnetizza il cuore”, ma non possiamo farne a meno. E così la nostra vita è diventata, senza che ce ne accorgessimo, una puntata di Black Mirror. Bad Vibes è un urlo liberatorio. 

In che modo le tue origini italo messicane si riflettono nella tua musica

Cerco di mettere tutte le mie sfaccettature nella mia musica. Questa dicotomia tra continenti, sonorità, modi di vivere, la sento da tutta la vita, e non è sempre piacevole. Nella musica però posso far dialogare queste realtà e sentirmi finalmente completo. Non è mai una cosa forzata perché le sonorità latine fanno parte di me, dagli ascolti che faceva mio padre quando ero bambino… E’ un linguaggio che mi è naturale, al contrario, purtroppo, di molti che riempiono i testi di “mamacita” e “margarita” senza sapere di cosa stanno parlando, solo perché il Reggaetton vende molto in tutto il mondo.

La tua musica è una combinazione di sonorità black, latin e hip-hop accompagnata da liriche intense ed originali.

Appunto la mia musica è un ponte tra tutte le mie influenze, ascolti e sfaccettature. Credo che essere fedeli a se stessi nella propria musica sia fondamentale. 

Sei stato selezionato da Youtube Music come “Artists to watch – il suono del 2019”. Quale è il prossimo obiettivo?

E’ stata una bella soddisfazione. Il mio obiettivo è raggiungere sempre più persone con la mia musica. Faccio questo mestiere perché mi piace comunicare, ne ho l’esigenza.

Daniela Romano

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