StrontiumIl Misantropo 

L’insostenibile pesantezza dell’essere uno stronzo

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C’è una cosa che non ho mai capito, ma ho solo 32 anni, quindi non dispero. Un giorno, ne sono sicuro, la capirò. O morirò provandoci.

Lo so, adesso ti aspetti che ti dica qual è questa cosa. Maledetta curiosità.

La cosa che non ho mai capito, fino ad ora, è perché la gente non riesca ad apprezzare gli stronzi come me.

Mi riferisco a quelle persone che dicono le cose in faccia, non si lasciano influenzare dai giudizi degli altri, che se devono scegliere tra il silenzio omertoso e un vaffanculo non ci pensano nemmeno mezza volta.

Non credo che serva specificare cosa sceglieranno, alla fine.

Quelli che, in una parola, sono semplicemente se stessi.

Tutti bravi a parole

A chiacchiere sono tutti bravi, si scagliano contro gli ipocriti, i falsi, quelli che parlano alle spalle, poi appena incontrano qualcuno che si comporta come sostengono bisognerebbe comportarsi, lo etichettano come uno stronzo.

Perché?

È avvilente, perché lo stronzo vive di fatto in un purgatorio perenne: non è abbastanza buono per andare in paradiso, ma nemmeno abbastanza cattivo per andare all’inferno.

Il risultato, è l’esclusione sociale. Lo stronzo è, di fatto, un disadattato sociale, ma non per colpa sua.

La colpa è di chi non riesce a sostenerne la schiettezza, la verità, la sola versione coerente nel tempo che palesano.

In definitiva, la colpa è di chi non sa gestire la realtà. Peggio per loro, io preferisco sopportare l’insostenibile pesantezza dell’essere uno stronzo.

 

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Francesco Ambrosino

Blogger, Content Marketer, Social Media Specialist at Socialmediacoso
Sono burbero, sbuffo spesso e ho già le rughe. Amo il cinema, le serie tv americane, la musica, i libri. Mi nutro di parole, pop corn ed emozioni forti. Mi commuovo spesso, e non me ne vergogno affatto. Le cuffie dell'iPhone sono il mio scudo contro le chiacchiere inutili.

Non parlo di cose che non conosco, quindi parlo poco. Se posso, scrivo. Per lavoro, coso il coso.
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