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Non un uomo nè un soldo. La storia dell’obiezione di coscienza militare di marco Labbate

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Non un uomo né un soldo

Obiezione di coscienza e servizio civile a Torino

 

Mercoledì 30 novembre, per Edizioni Gruppo, è uscito in libreria Non un uomo né un soldo. Obiezione di coscienza e servizio civile a Torino, di Marco Labbate. A 50 anni dalla legge che riconosce l’obiezione di coscienza al servizio militare, un saggio storico che ripercorre le lotte dei movimenti pacifisti e antimilitaristi italiani dal 1949 agli anni ’80. La prima presentazione del volume sarà giovedì 15 dicembre al Centro studi Sereno Regis a Torino.

 

Non suffragare la guerra

«Il prestigio militare e l’onore della bandiera sono i soliti pretesti con cui tutti i governi cercano di far passare le loro imprese criminali o pazze […] per continuare nelle pazzie africane, noi non vi daremo, ripeto, né un uomo, né un soldo». Con queste parole Andrea Costa, primo deputato socialista della storia italiana, si scagliava contro le politiche colonialiste nel 1887. Da sempre i movimenti pacifisti e antimilitaristi hanno seguito questa linea: non fornire alla guerra né un uomo, né un soldo. Così fece anche Pietro Pinna, a cui il 30 agosto del 1949 il tribunale militare di Torino comminò una pena di 10 mesi di carcere. Il suo crimine: l’obiezione di coscienza al servizio militare. Ma la condanna e il rilievo nazionale e internazionale che la vicenda assunse diedero avvio a un profondo ripensamento del concetto di obiezione di coscienza, fino a quel momento del tutto improponibile in Italia, dando nuovo slancio e diffusione al pensiero pacifista italiano. Questo processo di trasformazione sociale e politico si concretizza il 15 dicembre 1972 nella cosiddetta legge Marcora, che riconobbe ufficialmente l’obiezione di coscienza al servizio militare come diritto delle persone.

 

50 anni di storia del pacifismo

A 50 anni dalla legge 772 Marco Labbate, storico e ricercatore presso l’Università di Urbino, in Non un uomo né un soldo ripercorre l’intera vicenda in questo saggio storico, un vero testo fondamentale per comprendere i movimenti nonviolenti e pacifisti nel nostro Paese: le rivendicazioni, i traguardi ma anche l’estrema frammentazione e le mille sfaccettature di movimenti che tenevano insieme Valdesi e socialisti, testimoni di Geova e anarchici, e poi ancora molti altri gruppi, credi, filosofie, a volte in aperto contrasto fra loro. Una riflessione che si concentra su Torino – allora sede di un tribunale militare oltre che di diversi movimenti – ma che acquisisce lungo il testo un respiro nazionale.

Il volume, frutto di una rigorosissima ricerca storiografica, non si conclude infatti con la legge 772, ma sceglie di andare un poco oltre, fino ai primi anni ’80: è in questo periodo, infatti, che si gettano le basi per la creazione del servizio civile nazionale, giunto fino ai giorni nostri.

Non un uomo né un soldo nasce da una collaborazione editoriale fra Edizioni Gruppo Abele con il prestigioso Centro Studi Sereno Regis, spazio culturale che è uno dei più importanti e riconosciuti centri italiani di promozione della cultura della nonviolenza e della trasformazione nonviolenta dei conflitti.

Il volume rappresenta la parte conclusiva del progetto Signornò! Torino, città protagonista della storia dell’obiezione di coscienza in Italia, pensato dal Centro Studi proprio in occasione del 50° anniversario della legge Marcora. Per questo la prima presentazione del libro sarà proprio al Sereno Regis giovedì 15 dicembre.

 

L’autore

Marco Labbate è ph.D in Storia dei partiti e dei movimenti politici all’Università di Urbino e attualmente assegnista di ricerca presso il medesimo ateneo. È vicedirettore dell’Istituto di storia contemporanea di Pesaro-Urbino e collabora con il Centro Studi Sereno Regis come coordinatore scientifico.

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