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Intervista: Incompleto, mi sono raccontato senza filtri ed è nato il disco “E se .. “

Sogna di cantare il suo repertorio su un palco, anche con poche persone. Questo è quello che ci ha confessato Incompleto, artista Indie di Torino, emerso con il singolo più noto, Amore in Playback, proprio in piena pandemia, quando la musica dal vivo stava morendo.  Per la prima volta su Fixon Magazine, Incompleto racconta del suo passato, del nome scelto per le sue produzioni soliste e del suo primo (e ultimo!) progetto discografico: l’Ep “E Se …”. Giovane, appassionato alla musica, Torinese si racconta senza filtri come ha fatto in questi anni grazie al suo alter ego e psicologo “Incompleto”.

Parliamo di te. Per anni hai fatto parte di un gruppo e solo dopo hai deciso di intraprendere una carriera solista firmandoti come Incompleto. Come mai hai scelto questo nome?

Ho scelto Incompleto come nome perché è sempre stato un po’ il mio tratto distintivo, il sentirmi incompleto in ogni momento della mia vita: a volte perché mi mancava una metà, a volte perché non riuscivo ad ottenere i risultati che ottenevo nello sport o nella musica, o lavorativamente non ero soddisfatto. La musica è sempre stata nelle mie vene, tant’è che ho imparato a suonare la chitarra da solo e ora sto cercando di fare lo stesso con il pianoforte. Incompleto però nasce soprattutto perché in quel momento della mia vita, nel 2019, ero nel pieno di una crisi personale, un evento ha completamente stravolto le mie certezze e le carte della mia vita e così ho provato un senso di vuoto sotto i piedi ed intorno a me mai provato fino ad allora. Così Incompleto viene alla luce, diventa il mio psicologo, il mio modo di esternare sensazioni, sentimenti, paure, di analizzare il mio nuovo presente, di confessare cose che ho fatto fatica a raccontare persino ai miei amici più stretti. Non era nato come progetto strutturato, di percorso artistico: quando avevo messo giù qualcosa, lo pubblicavo, senza preoccuparmi troppo di strategie di marketing e similari.

Quando dici che Incompleto è il tuo psicologo cosa intendi? Una cosa alla Dorian Grey ma senza narcisismo?

Intendo che allo psicologo di solito si raccontano le cose che non vanno, senza filtri, proprio perché è una persona estranea e senza giudizi e pregiudizi nei nostri confronti. Cosi ho fatto con Incompleto: mi sono raccontato senza filtri, perché non mi avrebbe giudicato e mi ha permesso di affrontare le paure, i dubbi e le insicurezze che ho avuto.

Quale genere musicale proponi con il nome Incompleto?

Il genere di Incompleto si può definire “indie” nel senso italiano, quindi un new pop, con un linguaggio più fresco rispetto al pop italiano tradizionale e un sound che sembra meno strutturato, sempre se confrontato con gli artisti italiani più famosi. Quindi credo di inserirmi bene in un contesto, per esempio, come quello della playlist Indie Italia di Spotify, tra i vari Aiello, Gazzelle, Ariete, Legno, Carl Brave per citarne alcuni. Sono cresciuto a pane e rock, ma mi piacciono anche molti artisti pop italiani classici e questa cornice credo mi si addica bene e mi permette di esprimermi senza dovermi adattare ad un vestito non mio.

E Se… è il tuo primo progetto discografico come Incompleto. Come è nata l’esigenza di fare un disco e non più solo singoli?

Da quando ho iniziato l’avventura di Incompleto, sono cambiate tante cose in me e intorno a me. Così ho pensato che forse poteva essere il caso di suggellare questo percorso con un qualcosa di più strutturato, lasciando un’eredità “più pesante” rispetto a quella di una serie di singoli, per quanto sentiti, lavorati e sudati come quelli che ho pubblicato prima di questo EP

Quali sono le cose cambiate, in meglio o in peggio?

Beh direi che da quando è iniziato questo percorso la maggior parte delle cose (covid a parte) sono cambiate in meglio. Infatti mi sono riavvicinato a Torino, mia città natale, ai miei affetti più cari (famiglia ed amici) e ho trovato la mia strada lavorativa. In peggio, dal punto di vista artistico, che forse il percorso di Incompleto si è esaurito.

Si legge dal tuo comunicato stampa che sarà forse l’ultimo? Notizia reale o solo un richiamo di marketing? Nel caso ci spieghi perché per te potrebbe essere l’ultimo?

Lavoro nel marketing, quindi ho provato a fare un po’ di clickbait con l’esperienza accumulata nel mio posto di lavoro ahahah. A parte gli scherzi, quello che dice il comunicato stampa potrebbe essere vero. Come dicevo prima, da quando ho iniziato questa avventura, sono cambiate tante cose, soprattutto nell’ultimo anno: la pandemia mi ha riavvicinato a Torino, la mia città natale da cui mi ero allontanato per lavoro, e poi altre situazioni hanno nuovamente cambiato le carte in tavola, per cui Incompleto forse non ha più senso di esistere. Le ragioni che hanno scaturito la nascita di Incompleto sono venute meno. In futuro, chissà!

Pensi di cambiare nome o vuoi dedicarti di nuovo al tuo gruppo?

Mai chiudere al 100% una strada, ma vedo altamente improbabile un ritorno sui miei passi. Sicuramente tornerò a focalizzare le mie energie sui Lindimixo, il duo che ho messo in piedi insieme ad Aklim, anche lui produttore nonché amico da una vita e che nell’ultimo periodo avevo messo un po’ da parte per portare a termine questo EP.  Poi la musica scorre sempre forte nelle mie vene, quindi chissà che non trovi un flusso di cose da dire ed un suono adatto per farlo sotto un’altra “etichetta”; mi è sempre piaciuto creare cose mie, soprattutto dal punto artistico.

Qual è il pezzo del disco a cui tieni di più?

Questa è una bella domanda. Diciamo che per me ognuna ha un suo perché, una sua ragion d’essere, un suo peso ed un suo significato. Però ne sceglierei 2 delle 5 che lo compongono: il primo è “Il peso dei ricordi”, che sicuramente è un pezzo “pesante” come contenuto, ma che ha un arrangiamento a mio modo di vedere molto riuscito, che mi ricorda un po’ “Sad song” degli Oasis, con le dovute proporzioni. E il secondo è “Scappiamo dalle nuvole”, che è il pezzo che chiude l’EP, perché secondo me ha un ritornello molto orecchiabile ed un messaggio positivo, un pezzo ed un messaggio di cui avevo bisogno nella mia vita dopo un periodo di incertezza e paura

Insieme al disco è uscito anche un videoclip. Ci dici qualcosa di più sulla sua realizzazione?

Il videoclip che ho pubblicato il 3 settembre sul mio canale Youtube è di “Film”, traccia anch’essa contenuta nell’EP. È stato il singolo che ho scelto per comunicare l’uscita dell’album a giugno. Il videoclip, realizzato da Silvia Rolando, è stato girato in diverse parti di Torino, sia in interno che in esterno e cerca di raccontare con immagini quanto avevo descritto con le parole. Lo split screen, l’alternarsi di immagini di coppiette felici, le scene in cui cammino solitario, passano ancora di più queste sensazioni che avevo impresso sul foglio. È stata la mia prima volta all’interno di un videoclip: emozionante, ma anche strano essere davanti a ignari passanti che ti guardano come per dire “ma quello che fa?”. E poi dover recitare una parte, rispettando azioni, tempi ed espressioni. Devo dire che il risultato mi soddisfa appieno, spero piaccia anche ai lettori di Fixton.

Dove troviamo il tuo disco? O eventualmente te per qualche live?

Il mio disco lo potete trovare in tutti i principali digital store, sia in streaming che in download: cito Spotify, Amazon music, Apple Music, Youtube Music solo per fare degli esempi. Per quello che riguarda i live, al momento non c’è nulla di fissato; ovviamente mi piacerebbe portare la mia musica in giro e sentire che quello che ho provato anche io, che ho raccontato con le mie parole, venisse condiviso con altre persone e sapere che la mia musica è stata di supporto ed un modo per affrontare situazioni spinose. Spero veramente di farlo molto presto.

Concludo questa chiacchierata con te chiedendoti di togliere le etichette presenti o future. Non si sa mai che cambi nome artistico. Chi sei tu? Ci dici il tuo nome vero, cosa fai nella vita e qualcosa di te che non hai mai detto in nessuna intervista?

Mi chiamo Eddy e nella vita mi occupo di digital marketing. Sono innamorato della musica e sono tifoso del Toro (purtroppo siamo rimasti in pochi). Qualcosa di me che non ho mai detto in un’intervista? Che mi piacerebbe salire su un palco, davanti anche solo a 500 persone, che conoscono e cantano insieme a me il mio piccolo repertorio: il sogno di una sera, il sogno di una vita. Ascolta il disco E SE di Incompleto

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