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Ascoltare la nostra voce interiore per stare bene. Intervista a Barbara Braghin

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1. Quanto è difficile per una donna accettare i cambiamenti fisici?
 
Barbara Braghin - 29.09.2016
Barbara Braghin – 29.09.2016

Sinceramente ho sempre accettato la mia fisicità. Sono una donna alta 175 centimetri, quindi anche se prendo qualche chilo non è mai la fine del mondo. Nel mio caso è che sono aumentato il doppio del mio peso. Praticamente da 65 a 125 chili. A 25 anni pesavo 65 chili e vivendo all’estero sono aumentata 10 chili. E non mi lamentavo. Poi, la mia vita mi ha portato a vivere a Roma. I primi tempi ero serena ed ero anche dimagrita.

 
Gli ultimi 2 anni sono stati tremendi. E da 80 chili sono arrivata a 125. Da quel momento avevo capito che stavo male. Secondo me è, quando ci si rende conto che il fisico è cambiato in dismisura, si deve correre ai rimedi. Perchè comunque si muore dentro. E si ride in pubblico perchè si piange tanto in privato. Con tutti quei chili non mi accettavo. Rifiutavo anche di comprare vestiti, infatti andavo alla ricerca di tessuti per coprirmi con cose ampie. 
 
2. Il tuo percorso è iniziato all’ età di 38 anni, quando per delusioni lavorative hai preso molti chili. Cosa rappresentava per te il cibo in quei momenti?
 
Uno sfogo per colmare la solitudine. Il cibo mi teneva compagnia. E più mangiavo più volevo mangiare. Inoltre abitavo a Roma sopra una pasticceria dove alla notte preparavano i cornetti caldi. E ogni notte, andavo a prendere i bomboloni ripieni di crema. Mangiavo a dismisura. Poi al mattino, nonostante avessi fatto colazione, mi fermavo in un bar vicino alla metropolitana e mangiavo di nuovo.
 
Poi facevo lo spuntino, pranzavo, spuntino ancora, poi aperitivo, poi cenavo e poi di nuovo bomboli alla crema. Ero talmente snervata da tutto che il cibo era il mio sfogo e nemico principale. In ufficio stavo male per tanti dispetti subiti, e quando uscivo, agli occhi della gente, ero una pr piena di contatti. Quindi tutti pretendevano la mia agenda senza preoccuparsi che invece io venivo da una lunga e faticosa gavetta. 
 
3. Ad un certo punto hai avuto consapevolezza di cosa stava accadendo ed hai iniziato un programma di dimagrimento.  È stato difficile?
 
Barbara Braghin
Barbara Braghin

Inizialmente si perchè non vedevo nessun risultato. Pesavo 125 chili e arrivare a 80 chili era una meta lontana. Avevo provato a dimagrire mangiando poco e dopo tre giorni mi abbuffavo. Avevo provato con delle pastiglie ma non sono riuscita a seguire i consigli indicati. Avevo iniziato a fare lunghe passeggiate ma poi mi sono stufata perchè, tra l’altro sono anche pigra. Ad un certo punto, nel giro di tre giorni, avevo incontrato tre persone che si erano operate di chirurgia bariatrica e avevano perso peso. Quindi pensavo che quella fosse la soluzione giusta per me.

 
Era la primavera 2016, in quel periodo ero già ritornata a vivere in Veneto e lavoravo come cronista al quotidiano Il Resto del Carlino. In quel periodo il capo mi disse di andare alla casa di cura Madonna della Salute di Porto Viro, la mia città. e di fare un’intervista al primario di chirurgia. E proprio lui mi disse che la struttura si stava specializzando in chirurgia bariatrica. Da quel momento ho visto la luce in fondo al tunnel.
 
Gli dissi che anch’io volevo fare quel percorso. Infatti il mio unico desiderio era dimagrire e diventare una donna curvy. Ho quindi seguito tutte le visite e il giorno dell’operazione ero la donna più felice del mondo. Piano, piano ho perso più di 45 chili. Quindi per me non è stato difficile perchè sono stata aiutata dalla sleeve gastrectomy. E’ stata la mia rinascita perchè se rimanevo come prima sarei stata infelice. 
 
4. Chi ti è stata vicino in quei momenti? Di cosa pensi ci sia bisogno per superare questi ostacoli.
 
Barbara Braghin
Barbara Braghin

Mi sono stati vicini i miei genitori, le mie amiche, i medici, e lo staff dell’ospedale. E poi le ragazze che erano in stanza con me. Alla fine ci siamo anche divertite. Per superare gli ostacoli bisogna saper ascoltare. Inizialmente chi ha avuto problemi di peso così si trova un confronto.

 
Il consiglio del chirurgo che è colui che sa tutto sul corpo delle persone e le sue parole sono sempre a fin di bene. E poi il consiglio della psicologa che prepara il paziente ad affrontare un nuovo approccio con il cibo e con lo stile di vita. Ma se c’è un ostacolo è dentro di noi perchè la decisione finale è sempre la nostra.
 
Per cui la nostra mente e il nostro cuore sono quelli che ci danno l’input finale. Io volevo dimagrire per vedermi bella, per piacermi. E dicevo a tutti che il mio desiderio era di fare la modella curvy.
 
5. Oggi i disturbi alimentari sono malattie socialmente riconosciute eppure le nuove generazioni si imbattono in queste problematiche. Di cosa pensi ci sia bisogno?
 
Di ascoltare di più la nostra voce interiore. E di osservare i segnali che ci da il nostro corpo. Purtroppo viviamo in un mondo frenetico dove il tempo scivola tra le mani. Se fai una cosa oggi, domani è già vecchia. Non si assapora più nulla, non c’è l’emozione dell’attesa. Inoltre, essendo tutti sempre di corsa, si mangia veloce e male.
 
Quindi, fermarsi, quella mezz’ora in più e coccolare il nostro corpo. Mangiare lentamente, masticare, e non abbuffarci. non serve. Ci si ammala.

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