La notte che non doveva finire così: Crans-Montana e il silenzio dopo le fiamme
C’è un momento, nelle grandi tragedie, in cui il rumore si spegne. Dopo le sirene, dopo le urla, dopo il crepitio del fuoco. È un silenzio innaturale, pesante, che resta sospeso nell’aria come una domanda senza risposta. È lì che oggi si trova Crans-Montana: in quel silenzio che segue una notte nata per festeggiare e finita per contare assenze. Capodanno è, per definizione, una promessa. Promessa di futuro, di tempo che ricomincia, di sogni rimandati a domani. In quel locale affollato c’erano ragazzi, amici, famiglie in vacanza. C’era la leggerezza…
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