Il Dindolo. Raccontare una Napoli che respira, parla, ricorda.
“…..Città che non mantiene mai le sue promesse
città fatta di inciuci e di fotografia
di Maradona e di Sofia…”[Allora sì, Pino Daniele]
Quando penso a Napoli mi viene in mente sempre questa canzone del caro Pino Daniele, oltre ovviamente alla famosissima “Terra Mia” e in questo passaggio c’è tutto quello che rappresenta per me questa città meravigliosa: una città che ha del potenziale ma che potrebbe fare molto di più, una città che spesso è invasa dai turisti solo ed esclusivamente per il murales di Maradona (o almeno è una delle mete più ambite). Faccio questa piccola premessa per raccontarvi il nuovo libro della giornalista e scrittrice partenopea Anna Calì, intitolato “Il Dindolo”, edito da Rosa Bianca Edizioni in questo nuovo episodio sul mio caro moleskine.
Prima di addentrarci nei miei pensieri e nelle mie riflessioni su questo libro vi lascio intanto qui la sinossi:

Napoli non fa da sfondo: respira, parla, ricorda.
In Il Dindolo, ventitré racconti si intrecciano tra i vicoli e le voci di una città che diventa protagonista, con le sue luci e ombre, i suoi silenzi e le sue melodie interiori. Ogni storia è un frammento di vita, reale o immaginata, che esplora l’amore, il rimpianto, la forza dei sogni e la complessità delle relazioni umane.
Attraverso personaggi indimenticabili e atmosfere dense di emozione, il libro invita a riflettere sulla presenza e sull’assenza, sulla morte e sulla vita, lasciando il lettore con una domanda, una rivelazione, o semplicemente un battito in più.
Il Dindolo è un omaggio alle mille anime di Napoli e alla nostra capacità di sentirci vivi dentro le storie degli altri. Un viaggio breve ma profondo, consigliato a chi ama perdersi tra le pieghe dell’anima e della città.
Cit.”Napoli non fa da sfondo: respira, parla, ricorda. Una delle caratteristiche più interessanti di questo libro è sicuramente l’amore che la scrittrice prova per la sua città. Anna Calì ha una capacità innata di raccontare Napoli in tutte le sue sfaccettature e da brava giornalista lo fa con schiettezza, sincerità, anche con rabbia, di quella rabbia scaturita proprio dal profondo rispetto che ha per le sue radici e per l’immenso capitale umano che ogni giorno vive e respira nelle nostre vite. Un viaggio umano ed emotivo attraverso storie di vissuto quotidiano dove colori e sapori si mescolano e ti fanno rendere conto di quanto la vita in fondo è un qualcosa di meraviglioso e che va vissuta a pieno, anche attraverso la memoria.
Memoria.
E’ quella che ci tiene vivi, che ci fa battere il cuore, che ci fa ricordare momenti importanti della nostra vita: il primo bacio, la prima volta, i momenti con le persone della nostra vita che purtroppo ci hanno lasciato fisicamente ma che continuano a guidarci nel nostro presente. Per esempio, il libro inizia proprio con una passeggiata da bambina in uno dei cuori pulsanti della città e fermarsi davanti alla statua di una delle donne più importanti della storia: Matilde Serao. E lì, proprio in quel momento, essere consapevoli di voler essere come quella figura: libera ed onesta. O come proprio nel racconto che da il titolo al libro, dove la memoria ci porta a ricordare la propria nonna e quei momenti che erano personali.
Il Dindolo è una raccolta di racconti che mi ha fatto battere il cuore, mi ha fatto sorridere, mi ha fatto ridere di cuore perché ha evocato dei momenti miei personali. E’ una raccolta che parla con il cuore, al nostro cuore, per farci ricordare che i legami sono fondamentali.

