‘Zibibbo Kid’ di Fabio Gimignani, un western irriverente che profuma di Sicilia e polvere da sparo
Con Zibibbo Kid, Fabio Gimignani firma un romanzo che è molto più di un omaggio al mito del Far West: è un’operazione letteraria ironica, brillante e sorprendentemente affettuosa nei confronti del genere. Il libro, pubblicato da Jolly Roger Edizioni, nasce dichiaratamente come un “cazzo di western” — definizione stampata in copertina — ma ciò che il lettore trova tra le pagine è un ibrido irresistibile: avventura, comicità, formazione e un tocco di malinconica dolcezza.
Dal cuore della Sicilia ai confini del Nuovo Mondo
L’eroe di questa storia è un diciannovenne siciliano che lascia Misilmeri per raggiungere la lontana Mesilla, nel Nuovo Messico. Siamo nel 1896 e la traversata non è solo geografica: è il passaggio dall’innocenza al caos della Frontiera, dall’ingenuità al confronto con i debiti — concreti e morali — lasciati in eredità dal misterioso cugino che lo attende oltre l’oceano. Il viaggio è subito un battesimo di realtà. Il protagonista scende dalla nave e si trova immerso in un frastuono di dialetti e lingue sconosciute, come raccontato nella folgorante apertura riportata in quarta di copertina: “La sirena posta sotto al fumaiolo centrale inizia a latrare (…) Afferro qualche parola in dialetto siciliano, altre in calabrese e napoletano mescolate con dei suoni che non riesco a decifrare, ma che dovrò imparare ben presto a riconoscere e tradurre se vorrò mangiare.” Questa scrittura immediata e visiva ha la capacità di catapultare il lettore accanto al giovane protagonista, nella confusione viva di un mondo nuovo e ancora indecifrabile.
Un pistolero per caso, non per vocazione
Gimignani costruisce un anti-eroe perfetto: impacciato, inesperto, ma dotato di una tenerezza che lo rende irresistibile. La sua presunta “destinazione” a diventare un pistolero nasce dalla leggenda delle sue capacità infantili — pomeriggi spesi a tirare bersagli immaginari sotto il Castello dell’Emiro — che la Frontiera si diverte subito a mettere in discussione. Il romanzo diventa così una sorta di rito iniziatico parodico, in cui ogni ostacolo è al tempo stesso minaccioso e comicamente surreale. Lo dimostra un’altra citazione significativa: “Mi volto lentamente seguendo gli sguardi di tutti i presenti, fino a incrociare quello di un ragazzo di circa venticinque anni… vestito completamente di nero (…) fermandone i lembi dietro alle due fondine che porta sui fianchi.” Una scena che fotografa perfettamente il tono del libro: drammatico nella forma, giocoso nella sostanza.
Tra duelli, pellerossa improbabili e donne fatali
Zibibbo Kid è popolato da personaggi che sembrano usciti da un film western girato da un regista con spiccato senso dell’umorismo. Ci sono leggende viventi, pellerossa dalla provenienza dubbia, compagni di viaggio bizzarri e femme fatale che aggiungono pepe alla narrazione. Il ritmo è sempre vivace e cinematografico: non manca mai l’azione, ma ogni duello o sparatoria è raccontato con un’ironia sottile, quasi nostalgica, che rende il romanzo un’esperienza di lettura brillante e divertente. Un’altra citazione emblematica: “Il sangue si mescola definitivamente con i fagioli e l’uomo rimane disteso ai piedi del carrozzone Wells Fargo… morto. Decisamente morto stecchito.” Un modo grottesco e disarmante di raccontare la violenza del West, senza mai scadere nel macabro.
Una voce narrativa che sa sedurre
La forza del libro sta nel tono: Gimignani scrive con una leggerezza consapevole, intelligente, sempre controllata. Ogni descrizione è precisa, evocativa, spesso poetica, come testimonia questa frase di rara delicatezza: “Vorrei che la dolcezza di questa notte non morisse nel cielo dell’alba… attutire qualsiasi rumore per non turbare il suo sonno…” In un romanzo pieno di polvere, pistole e imbrogli, si aprono spiragli di pura emozione che rafforzano il legame con il protagonista.
Un western che resta nel cuore
Zibibbo Kid è un romanzo che sorprende perché non si prende mai troppo sul serio, pur restando fedele all’immaginario del genere. È un libro che diverte, emoziona e tiene compagnia con una voce narrativa calda e ironica. Fabio Gimignani riesce a costruire un western italiano insolito e originalissimo, dove la Frontiera diventa metafora di crescita, identità e coraggio. Un romanzo consigliatissimo: a chi ama il western, a chi non l’ha mai letto, e soprattutto a chi apprezza le storie che sanno ridere di sé senza perdere profondità.
INFORMAZIONI E CONTATTI
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Ticket presentazione ZIBIBBO KID 19/12/2025 | JollyRogerShop
P.R. & Editoria di Lisa Di Giovanni
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