Episodio Otto.Crescere mentre tutto crolla: il cuore di Typhoon Family
[Interno sera] E’ un po’ di tempo ormai che sono diventato fan dei k-drama, le serie tv coreane. Non so spiegarvi bene il motivo, forse perchè semplicemente sono belle e forse perchè in questo periodo sento la necessità di guardare qualcosa che mi dia in qualche modo serenità e che mi doni pace. Poi sono sempre stato affascinato dalla cultura orientale e in queste serie si ha la possibilità di conoscerne i vari aspetti e le varie sfaccettature. Detto questo, ieri ho terminato di vederne un’altra ed ho pensato che fosse giusto scriverne una piccola e modesta recensione. Vado nello studio e apro il mio moleskine, appoggio la tazza di thè allo zenzero e limone e mi siedo alla mia poltrona, appoggiandomi al tavolino, illuminato dalla lampada. Scrivo il titolo della serie e lo fisso per qualche secondo. Typhoon Family. Prima di parlarne però vi lascio, come sempre, la trama
[trama] Corea del Sud, 1997. In piena crisi finanziaria, l’immaturo Kang Tae-poong è costretto a prendere le redini della società del padre, la Typhoon Trading Co., quando quest’ultimo muore improvvisamente. Determinato a non portarla alla bancarotta, coinvolge nell’impresa la sua famiglia e i dipendenti, tra cui la contabile Oh Mi-seon.
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Ritorniamo a noi, come avrete capito dalla trama, Tae-Poong è costretto ad infilarsi in un’abitudine e in una realtà che non è la sua. Prendere le redini dell’azienda di famiglia e provarci, nonostante non sia pronto. Occuparsi anche dei suoi dipendenti, una famiglia disfunzionale e disordinato che però con il tempo riesce, nell’imperfezione, a salvarlo in qualche modo. Tra questi c’è lei: Oh Mi-seon, la contabile. La donna che conosce i conti meglio del protagonista conosce sé stesso. Una presenza silenziosa e ostinata. Una di quelle persone che non fanno rumore ma impediscono al mondo di crollare. Uno di quei personaggi che ami subito e di cui non puoi più farne a meno.
Chiudo gli occhi, torno agli anni che ognuno di noi ha vissuto come un crollo. La vita, più della finanza, sa essere spietata. Ma anche rivelatrice. Ormai il thè si è raffreddato ma continuo a berlo per il mio benessere psico-fisico. Il moleskine mi guarda come per dire… ragazzo, ci diamo una mossa? Sto aspettando te.
Uno dei punti di forza di Typhoon Family è questo: una lente puntata sulla resilienza. Non quella eroica, scintillante, televisiva. Ma quella fatta di scelte imperfette, di tentativi, di debiti – economici ed emotivi. Ogni personaggio affronta la propria piccola crisi personale dentro quella più grande: il Paese che vacilla e loro che cercano un appiglio. E lo trovano sempre nello stesso posto: nelle relazioni, nelle mani che si cercano anche quando non si sopportano, nelle sottili crepe che diventano spiragli.
[Interno notte] Mentre penso alle cosce da scrivere inizio a scarabocchiare sui bordi inferiori delle pagine ed esce fuori un simbolo che è simile ad un’onda. Non so dirvi esattamente il motivo, forse è legata principalmente ad un articolo che avevo letto che aveva paragonato quel periodo in Corea come uno tsunami finanziario. La cosa interessante è che in quel caso hanno imparato a surfare, a rimanere in equilibrio senza nessuno che glielo avesse insegnato.
Il cuore della serie non è la finanza, ma la crescita. Quella lenta, dolorosa, inevitabile. Tae-poong inciampa, sbaglia, si perde. Ma in ogni errore c’è un frammento di maturità che si incastra al posto giusto. È un percorso umano, non lineare. È il promemoria che crescere non è un traguardo: è un lavoro quotidiano.
Richiudo il Moleskine. Ormai la tazza è vuota ma ancora la stanza profuma di zenzero e limone mescolata al peso delle storie che lasciano traccia. Guardare Typhoon Family su Netflix per me ha significato riconoscere la forza di una popolazione che ha saputo rialzarsi senza mai smettere di guardarsi negli occhi. Anche quando tutto intorno crolla, si può ripartire da un punto qualunque. E forse, è proprio qui che si cela la lezione della serie: che persino un tifone, se lo si attraversa con le persone giuste, può diventare l’inizio di qualcosa.

