Anteprime Articoli Vari In uscita News 

Una madre snaturata? di Elso Simone Serpentini e Fabio Carlini

Sharing is caring!

Casa editrice: Artemia Edizioni

Con Una madre snaturata? pubblicato da Artemia Edizioni, Elso Simone Serpentini e Fabio Carlini firmano un’opera a quattro mani intensa, rigorosa e innovativa, dedicata a uno dei casi più inquietanti della cronaca abruzzese di inizio Novecento. Il libro — costruito come un “doppio testo” consultabile da due direzioni — affianca un’esposizione documentaria fedele agli atti processuali a una rielaborazione narrativa che restituisce emozioni, silenzi, tensioni psicologiche e suggestioni dell’epoca.

Il caso Sabatino: un delitto che scuote la Marsica del 1912

Il nucleo della vicenda è la morte del piccolo Sabatino, nato dalla relazione clandestina tra Annantonia De Angelis e Salvatore Di Muzio. Il bambino viene ritrovato senza vita nel letto condiviso dai due amanti; la sola testimone, la piccola Basilica, accusa l’uomo. Da qui si sviluppa un processo articolato, ricco di contraddizioni, smentite, paure e conflitti, che gli autori ricostruiscono con fedeltà assoluta agli atti.

Interrogatori, deposizioni, testimonianze dei carabinieri e della Corte d’Assise scorrono pagina dopo pagina con la forza nuda del documento storico. L’effetto è quello di un’immersione diretta nell’Italia contadina del primo Novecento, tra miseria, ruoli sociali oppressivi, pettegolezzi di paese e fragilità umane esasperate dal giudizio collettivo.

Quando il documento incontra la narrazione

Nella seconda metà del volume, Serpentini e Carlini si allontanano dai verbali per entrare nella dimensione emotiva e simbolica dei protagonisti. Annantonia appare come una donna vulnerabile, segnata dalla solitudine e dallo stigma; Di Muzio come una figura ambigua, sospesa tra negazione, orgoglio e ombre interiori. Le loro vite, immerse in una società che giudica ferocemente, diventano materia narrativa in cui dolore, paura e colpa si intrecciano.

Questo passaggio dal documento alla narrazione non tradisce la verità dei fatti, ma la arricchisce. Gli autori mostrano come ogni storia giudiziaria contenga una parte non scritta: sentimenti inespressi, silenzi pesanti, ragioni intime che sfuggono ai verbali.

Un’opera a quattro mani impeccabile

La collaborazione tra Serpentini, con il suo rigore storico e documentario, e Carlini, dotato di forte sensibilità narrativa, produce una struttura armonica e avvincente. Le due voci non si sovrappongono ma dialogano, alternando la precisione dell’indagine all’intensità della letteratura.

Il risultato è un libro che non solo ricostruisce un delitto del passato, ma indaga il rapporto tra verità giudiziaria, verità storica e verità emotiva. Una madre snaturata? diventa così un laboratorio di lettura della realtà: cosa significa colpevolezza? Quanto pesa lo sguardo sociale? Quanto incide la paura lo scandalo in una comunità chiusa e povera?

Una madre snaturata? è un’opera potente e profondamente umana.
Serpentini e Carlini offrono una ricostruzione impeccabile e coinvolgente di una tragedia dimenticata, trasformando un caso di cronaca nera in una riflessione sul dolore, sul giudizio e sulla complessità dell’animo umano.

Il libro, pubblicato da Artemia Edizioni, è un esempio di come la narrativa contemporanea possa dialogare con la storia per restituire non solo fatti, ma emozioni, ombre e domande che attraversano il tempo.

Lisa Di Giovanni

Sharing is caring!

Related posts

One Thought to “Una madre snaturata? di Elso Simone Serpentini e Fabio Carlini”

  1. […] “Con Una madre snaturata? pubblicato da Artemia Edizioni, Elso Simone Serpentini e Fabio Carlini firmano un’opera a quattro mani intensa, rigorosa e innovativa, dedicata a uno dei casi più inquietanti della cronaca abruzzese di inizio Novecento. Il libro — costruito come un “doppio testo” consultabile da due direzioni — affianca un’esposizione documentaria fedele agli atti processuali a una rielaborazione narrativa che restituisce emozioni, silenzi, tensioni psicologiche e suggestioni dell’epoca” scrive la giornalista Lisa Di Giovanni nella sua recensione. […]

Leave a Comment