I presupposti sono buoni. Intervista allo scrittore Michele Brusati per il suo noir La Teoria dello spillo
Ho avuto il piacere recentemente di leggere “La teoria dello spillo” di Michele Brusati, iDobloni Editore – un noir costruito con ironia e dal ritmo serrato e successivamente mi è stato possibile incontrare di persona l’autore, molto disponibile, per parlare del suo particolare noir.
Ciao Michele, introduci tu in sintesi la trama di “La teoria dello spillo”.
In una Milano di pioggia e nebbia un pedone viene travolto da un’automobile, una zingarella rischia di soffocare in un supermercato, un cadavere viene ripescato nel Naviglio.
Nel mezzo, un filmato che nessuno deve vedere, ma che vogliono vedere tutti.
Una serie inesorabile di guai che finisce per intrecciarsi con il peggior guaio possibile: tal GianMaria Strazzer, un poco di buono che fa il sorvegliante in un banco dei pegni e che – un po’ come tutti noi – cerca di sopravvivere in quest’Italia che non smette mai di stupirci.
La tua cifra stilistica è l’ironia: quale è secondo te il rapporto tra ironia e genere thriller/noir?
Mi capita di coordinare un gruppo di lettura: ogni tanto viene proposto: ‘scegliamo un libro che faccia ridere!’-
… e giuro, se ne trovano talmente pochi che ho dovuto provare a scriverne uno!
Diciamo che l’ironia è solo il taglio, in realtà non faccio altro che descrivere quello che vedo intorno: le code in ospedale, le lungaggini burocratiche, il genio italico, le dinamiche del nostro quotidiano …
La cosa strana è che nella lente deformante della pagina tutto assume connotati ironici … fin ridicoli!
Parlaci del rapporto tra ironia e mondo politico, posto che i due al ballottaggio per il posto di Sindaco a Milano, di cui parli in “La teoria dello spillo”, non sembrano proprio essere la crème della città.
Mi si permetta: non mi sembra di vedere in giro tanta crème … credo che da decenni le persone intraprendenti e assennate si tengano saggiamente lontane dalla politica.

… e poi c’è la “vecchiaccia”, cioè il personaggio della Milanese: quale è il suo legame con il tuo protagonista Strazzer – che per lo più la odia, ma forse le vuole anche un po’ bene.
Ed inoltre: “Darei tutto per Strazzer. Sia chiaro: non è uno stinco di santo ma nemmeno quel poco di buono che tutti dicono” – parlaci del legame esistente fra Strazzer e l’avvocato.
Strazzer è un poco di buono: ha lavorato per un usuraio, ne ha combinate di ogni …
È poco intelligente, usa la forza a vanvera, non ha paura di niente. A contrasto, risulta incredibilmente succube dalla sua padrona di casa, una vecchiaccia insopportabile che lo comanda a piacimento sotto la scure degli affitti non pagati, obbligandolo a portarla alla mutua, alle poste, dal medico … e leggendogli ripetutamente stralci ammonitori del regolamento condominiale.
Strazzer rispetta anche l’io narrante, suo avvocato e compagno di biliardo, in quanto hanno vissuto insieme un’esperienza drammatica, ricavandone reciproca stima; si tratta del personaggio più difficile da mettere in pagina, in quanto mai nominato, mai centrale, mai effettivamente caratterizzato fisicamente – volevo che fosse il lettore, uno qualunque, uno di noi, seppur travolto dai guai in cui si infila Strazzer.
Volevo far entrare il lettore nel libro, e contestualmente far uscire l’io narrante nella realtà del lettore; il narratore potrebbe essere un qualsiasi vostro collega di lavoro, come d’altronde potreste essere voi stessi.
Parliamo di Milano tra finzione e realtà (ma anche dell’Italia in generale): quanto c’è di vero nel quadro irriverente che ne fai fra le pagine?
Quali magagne volevi smascherare?
Ringrazio il nostro Paese per tutto il materiale che fornisce quotidianamente e gratuitamente.
Ad esempio, il plurinvestito seriale Lombardi del mio libro è preso dalla cronaca.
La scena della truffa in stazione è reale: l’ho subita io in prima persona, anni fa – e curiosamente i lettori li vedono come frutto di fantasia.
E’ davvero strano: siamo talmente abituati a cliché letterari che a mettere la quotidianità in un libro, questa viene scambiata per invenzione, grottesco, fin per irriverenza.
“E’ il sogno di ogni italiano: poter pestare un politico, impunemente!”: è una frase detta da un personaggio secondario, nel pre-finale del libro. Isolata così, è effettivamente un po’ terroristica …
Giuro che la prossima volta sarò meno vendicativo … ma sicuro che non ce ne sarà bisogno, visto che in Italia arriverà una classe politica illuminata, interessata tanto alla gente quanto alle sorti del nostro Paese.
Buon per lei, altrimenti Strazzer sarà costretto a tornare in azione …
Che progetti hai per il futuro? Stai scrivendo altro?
I personaggi di Strazzer e dell’io narrante funzionano alla grande, i riscontri dei lettori sono davvero positivi … piacciono soprattutto a chi è stufo delle solite letture, chi vuole appassionarsi, chi vuol farsi una risata …
I presupposti sono buoni!
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