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Episodio sette. Il Francese, Biancaneve e i settebello: una black comedy per un problema sociale

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Episodio Sei

“Il Francese, Biancaneve e i settebello: una black comedy per un problema sociale”

“La violenza non è altro che la più flagrante manifestazione del potere.”
(Hannah Arendt)

 

[Interno giorno]


Qualche settimana fa sono stato contattato da un giornalista locale che mi ha proposto di inserire, all’interno della rassegna culturale che curo insieme a un ente di promozione, il libro di una sua collega e scrittrice: Il Francese, Biancaneve e i Settebello,di Marianna Scagliola, edito da Napoletanamente .
Ho accettato subito, anche perché nutro una grande stima per questa persona che ho avuto modo di conoscere tempo fa per motivi lavorativi.
Contatto l’autrice, mi faccio consegnare la copia cartacea e inizio la lettura, in vista dell’incontro — poi spostato al 28 novembre.

E torniamo a noi.
Ho letto il libro a più riprese, perché è stato davvero “complicato” per me affrontare certe tematiche, di cui vi parlerò tra poco.

 

[Trama]

I gemelli Vincenzo e Gaetano Gallo sono i protagonisti di una black comedy ambientata a Napoli. Nati e cresciuti a Scampia tra mille difficoltà, si ritrovano — dopo un misterioso evento — a vivere da “abusivi” in una scuola privata del Vomero.
Qui, dietro la facciata tranquilla di un asilo, scopriranno un covo di insospettabili pedofili.

Sullo sfondo di una città magica e contraddittoria, il romanzo alterna irresistibili risate ad amare lacrime, in un racconto appassionante che mette a nudo la corruzione, l’ingiustizia, la lotta contro l’indifferenza e l’importanza della letteratura come via di salvezza.
Una storia toccante che cattura sin dalle prime pagine e accompagna il lettore tra emozioni contrastanti: si ride, ci si indigna, si riflette, e a tratti ci si commuove.

 

[/Trama]

Copertina Il Francese, Biancaneve e i Settebello

Vi avevo accennato alla difficoltà di “sopportare” — se posso usare questo termine — certe tematiche: la pedofilia, la violenza psicologica e sessuale sui bambini.
Argomenti che fanno rabbrividire chiunque, ma che purtroppo, ancora oggi, nel 2025, continuano a verificarsi. E quasi sempre, guardando i dati delle organizzazioni che se ne occupano, avvengono proprio in contesti familiari o scolastici, in quell’ordinaria quotidianità che dovrebbe invece essere rifugio e protezione.

Marianna Scagliola riesce a raccontare questo mondo oscuro e violento con grande maestria narrativa e sensibilità umana.
I fratelli Gallo diventano testimoni e guide morali, un Caronte che accompagna il lettore attraverso una Napoli splendida e sporca, dove la bellezza copre — ma non cancella — la polvere e la sporcizia del male.

Leggere questo libro, da padre, non è stato facile.
Mi sono trovato più volte a fermarmi, a respirare, a guardare altrove.
Eppure, il tono da black comedy ha saputo “alleggerire” l’impatto emotivo, permettendomi di sorridere amaramente mentre dentro montava l’indignazione.
Perché questa piaga sociale è reale, e spesso si nasconde dietro volti insospettabili, in ambienti di fiducia, persino tra figure di spicco o autorità.

Questo libro deve essere letto.
Va tenuto nella propria libreria personale, come promemoria e come atto di responsabilità.
Lo consiglio a chiunque creda davvero che i bambini vadano protetti — sempre, comunque, e a volte anche da noi stessi.

 

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