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Raccontare il mondo, difendere i diritti per il Premio IngeFeltrinelli 2025

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Premio Inge Feltrinelli
Premio Inge Feltrinelli

Ieri, 31 marzo,  ho partecipato presso la Fondazione Feltrinelli di Milano alla cerimonia di premiazione del Premio Inge Feltrinelli, giunto alla sua terza edizione; il Premio è dedicato a Inge Schönthal Feltrinelli (1930 – 2018), celebrandone l’inesauribile curiosità, il suo ruolo di innovatrice nel mondo editoriale ed il suo impegno per una cultura libera e senza muri.

Il Premio Inge Feltrinelli “Raccontare il mondo, difendere i diritti” – promosso da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli e Gruppo Feltrinelli – è nato nel solco del formidabile mix creatosi negli anni tra Inge Editrice e Inge Reporter: si tratta di un riconoscimento rivolto alle donne ed alle nuove generazioni, e si propone di premiare tre linguaggi – quello dell’inchiesta giornalistica, quello del libro (tra fiction e non fiction) e quello dei podcast – scommettendo sulla parola come veicolo di partecipazione civile.

Difendere i diritti umani significa stare dalla parte di chi non rinuncia a denunciare violazioni e violenze, rendendole note da un lato attraverso l’impegno sul campo, dall’altro attraverso la sensibilizzazione dell’opinione pubblica internazionale; un impegno quindi a sfidare le opacità del potere, a mettersi in ascolto di quell’umanità che subisce ingiustizie e soprusi, a contrastare ogni forma di discriminazione, nella convinzione che il nostro benessere collettivo e la qualità della nostra convivenza dipendano dal pieno rispetto delle libertà di ciascuno.

I libri ed i racconti, le inchieste ed i reportage, la parola scritta e quella che si fa azione sul campo sono pertanto da considerare prioritario veicolo di partecipazione civile.  Il Premio prevede diverse categorie, ognuna dedicata ad un linguaggio ed uno sguardo specifico sul tema della tutela dei diritti umani: i libri, le inchieste ed i reportage, i podcast.

Tutti i lavori sono stati valutati da una giuria internazionale d’eccellenza ed alla importante serata sono intervenuti Lucia Annunziata, Ezio Mauro, Cinzia Cattoni, Viviana D’Alosio e Marta Perego; il presentatore della serata ha riferito che quest’anno i lettori votanti sono stati migliaia.

Durante la serata, sono state presentate le opere finaliste ed annunciati e celebrati i nomi delle vincitrici delle categorie in gara: Libri di Fiction e Non-Fiction, Libri Kids, Inchieste, Podcast.

Inge Feltrinelli
INGE FELTRINELLI in un framento di ‘Lievito madre – Le ragazze del secolo scorso’, realizzato a quattro mani con Esmeralda Calabria (Rai3 lo trasmetterà l’11 settembre in seconda serata).
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Inge Feltrinelli, che è stata editrice, fotografa e giornalista, ha sempre creduto nelle parole, nelle storie, nella cultura come momento per costruire ponti, ed il Premio a lei intestato vuole dar voce a chi ha raccontato il mondo e difeso i diritti.
Si tratta di un riconoscimento dedicato a giornaliste, scrittrici e voci delle nuove generazioni che – come Inge – hanno denunciato attraverso le proprio opere le ingiustizie, ed utilizzato lo strumento della parola come motore di trasformazione e veicolo di partecipazione civile.

La principale riflessione che ho fatto durante la serata, in cui sono stati proiettati molti video informativi, è che oggi purtroppo confronto è diventato sinonimo di scontro: il dolore degli altri non è più momento per empatizzare, ma occasione per schierarsi.
Al contrario, la cultura a mio avviso deve essere uno spazio di incontro.
Mi sono infatti chiesta: dove vanno le nostre parole? 
A cosa servono se non ad avvicinare?
Il Santo Padre a tale riguardo ha parlato dell’importanza di “disarmare le parole” per farne strumento di unione.

Durante la serata, è stato possibile ascoltare brani di ciascuno dei 5 finalisti della sezione LIBRI – OPERE DI FICTION E NON FICTION, che sono stati letti sul palco.

La carrellata di presentazione dei finalisti è cominciata con la sezione PODCAST D’INCHIESTA con la presentazione di 5 brevi video di presentazione dei podcast; erano presenti in sala molti ragazzi frequentanti le scuole che hanno partecipato a questa sezione in gara.
Per la sezione PODCAST D’INCHIESTA ha vinto il Liceo Scientifico L. Respighi di Piacenza con il podcast dal titolo “Swipe, Love, Respect: La Gen Z parla d’amore”.
Si tratta di una analisi con importanti riflessioni sulla violenza di genere tra i giovani nel mondo dei social, fino ad arrivare a parlare di amore tossico. In questa categoria, erano inoltre in gara:

  • Controcorrente – La battaglia di Marjan” a cura di IIS Paolo Dagomari, Prato; il podcast tratta la lotta per il diritto di nuotare di una ragazza musulmana.
  • Eco-Eroi: La Lotta dei Giovani per i Diritti Ambientali” a cura di IISS BERGESE-ROSSELLI, Genova – un gruppo di giovani che cambiano le leggi a favore dell’ambiente.
  • Fuoriclasse: Educare al Futuro, Storie e Sfide dell’Abbandono Scolastico a Crotone a cura di Liceo Classico D. Borrelli, Crotone – un racconto sull’abbandono scolastico e le sue cause.
  • Oltre il Confine, la Barriera Invisibile” a cura di ITST J.F. Kennedy, Pordenone – un’esplorazione dei confini fisici e digitali vissuti dai giovani.

Per la sezione INCHIESTE, REPORTAGE E FOTOREPORTAGE era collegata in video conferenza da Gaza l’autrice Ruwaida Kamal Amer per parlare di “An ode to my school, destroyed by Israel” pubblicato da +972mag). 
L’autrice è una insegnante ed ha mostrato un video sulla scuola in cui lavorava, che è stata distrutta dai combattimenti a Gaza – con immagini molto crude e di grande impatto emotivo.  Successivamente ha preso la parola Lynzy Billing (presente di persona in sala) autrice diA Toxic Legacy: What America Left Behind In Afghanistan, pubblicato da Undark – si tratta di una inchiesta sui danni lasciati dalla guerra e sull’eredità tossica rimasta sul suolo dell’Afghanistan quando le truppe armate hanno lasciato il Paese.
Vincitrice della sezione è l’inchiesta “Coming to America” di Rhana Natour e Eman Mohammed, pubblicato da The Atavist Magazine – la storia di una giovane donna che ha perso entrambe le gambe a causa delle mine e che negli USA è stata sottoposta ad un importante intervento che le ha permesso di riprendere la motilità.


Le altre inchieste in gara nella sezione sono state: “Soudan, la descente aux enfers” di Isolda Agazzi, pubblicato da Le Courrier, e “Deadly Harvest: The Hidden Costs Of Your Filet-O-Fish” di Lois Parshley, pubblicato da The Lever.

Si è poi passati alla sezione LIBRI KIDS – LETTERATURA PER L’INFANZIA E LA PRIMA ADOLESCENZA che è stata vinta da Storia con mare cielo e paura di Vivian Lamarque, Salani Editore.
L’autrice, presente in sala, ha descritto il suo libro come una fiaba moderna di bambini che attraversano il Mediterraneo sui barconi per cercare una vita migliore in Europa. Il libro si compone anche di drammatiche illustrazioni molto efficaci nel trasmettere l’emozione del tema trattato. L’autrice vincitrice della categoria KIDS sarà protagonista di uno degli appuntamenti della Bologna Children’s Book Fair (https://www.bolognachildrensbookfair.com/home/878.html ), la fiera dedicata alla letteratura per ragazzi – ed a dialogare con lei ci saranno la giornalista Simonetta Fiori e lo scrittore Daniel Pennac.
Gli altri finalisti della categoria LIBRI KIDS:

  • L’ultimo bisonte” di Annalisa Camilli e Irene Penazzi, edito da La Nuova Frontiera);
  • Toni, la magicicada” di Serena Ballista e Anna Forlati, Settenove Editore;
  • Nullo, il bambino quasi invisibile” di Daniela Carucci, Sinnos Editore;
  • Il giardino proibito” di Emanuela Bussolati, Carthusia Editore.
Copertina E la quarta volta siamo annegati
Copertina E la quarta volta siamo annegati

La sezione LIBRI – OPERE DI FICTION E NON FICTION è il premio principale della serata.
Inizialmente è stato presentato il “premio speciale”, determinato dai voti della giuria popolare: tale menzione speciale è andata a Lo spazio non è neutro” di Ilaria Crippi (Tamu) – un romanzo sui temi della disabilità e dell’accessibilità che l’autrice ha presentato parlando della necessità di combattere l’abilismo per mettere in luce la situazione dei disabili.


La vincitrice della sezione OPERE DI FICTION E NON FICTION è Sally Hayden autrice di E la quarta volta siamo annegati” (Bollati Boringhieri); si tratta della raccolta delle testimonianze dirette, in forma di inchiesta, di coloro che dalla Libia si imbarcano nel tentativo di attraversare il Mediterraneo; l’autrice ne ha parlato dal palco visibilmente emozionata.Gli altri romanzi finalisti di questa sezione sono stati:

  • Ventre sepolto” di Aliyeh Ataei (Utopia);
  • Pulita” di Alia Trabucco Zerán (Edizioni Sur);
  • Gli orrori della caserma Levante” di Federica Angeli (Baldini-Castoldi). 
Federica Cervini

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