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Moonly, la ripresa dell’economia passa dal benessere in ufficio

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Intervista a Matteo Piazzi responsabile di Moonly, start up che mira a portare i paesaggi e il legno delle dolomiti in ufficio per ricreare un atmosfera di lavoro più sostenibile e con l’obiettivo di ripiantare gli alberi delle foreste delle valli delle Dolomiti abbattuti dalla tempesta Vaia.

Le dolomiti e le sue valli colpite duramente dalla tempesta Vaia nel 2018 si confermano una realtà fervente di idee per il mondo del lavoro. Nuove start up crescono con l’obiettivo di creare un circolo virtuoso e un’economia circolare tale da portare a un impatto positivo sul territorio locale e ristabilire ecosistemi distrutti dalla ferocia dei cambiamenti climatici.

Abbiamo già parlato qui su FixOn Magazine delle Dolomiti e della tempesta Vaia con l’esperienza di Vaia Wood, la start up della Val di Fiemme che con la vendita dei Vaia Cube, estensori sonori naturali interamente fatti di legno degli alberi della Val di Fiemme abbattuti dalla tempesta, mira al reimpianto di nuovi alberi e a ricreare di nuovo la foresta perduta. Vaia Wood recentemente ha iniziato la piantumazione dei primi 500 alberi.

Oggi parleremo invece di Moonly, e del progetto MOOD, un’altra giovane realtà delle valli dolomitiche che anche si pone l’obiettivo di contribuire alla ripiantumazione degli alberi abbattuti, focalizzandosi però sull’ambiente lavorativo e la gestione aziendale, per contribuire con l’atmosfera delle dolomiti a migliorare il benessere in ufficio. Anche qui tutto parte dal legname degli alberi abbattuti dalla tempesta Vaia. Gli alberi in questo caso si fanno arredamento e riportano le atmosfere delle valli negli uffici lavorativi. L’obiettivo ultimo è quello di far ritornare parte dei proventi dell’attività per reimpiantare nuovi alberi.

Per capirne di più del progetto abbiamo raggiunto Matteo Piazzi, giovane imprenditore responsabile del progetto MOOD .

Come nasce l’idea di far entrare l’ambiente delle dolomiti nell’ufficio?

Abbiamo immaginato Moonly e nello specifico MOOD, che ne è una componente, come un luogo esperienziale, dove i lavoratori possano essere più produttivi e affrontare il lavoro con più serenità e benessere. Il mondo sta cambiando, e insieme a esso anche il luogo lavorativo prevederà grandi cambiamenti. I designer di tutto il mondo stanno cercando di farsi venire nuove idee per ridisegnare il posto di lavoro, un luogo che dovrà prevedere importanti cambiamenti strutturali soprattutto dal punto di vista esperienziale per il lavoratore.

Quando è nata l’idea di MOOD?

Nasce con la tempesta Vaia che ha distrutto le foreste della Val di Fiemme. Ero appena tornato in Slovenia, poco dopo la tempesta, e dopo alterne vicende personali ho deciso di ricominciare dalla mia terra, e ritornare nelle valli. Lì camminando tra i boschi mi è venuta l’idea di poter riutilizzare quel legno ormai distrutto per poter creare un luogo esperienziale ed insonorizzato, dove le persone potessero lavorare con più produttività, più serenità e meno stress. In riva al lago Carezza era già nata qualche mese prima la nostra azienda Moonly con il primo progetto relativo al benessere aziendale, MOON, ed è stato incredibile veder nascere una nuova idea, sempre lì, pochi mesi dopo.

Cosa vi proponete di offrire alle aziende e come è collegato con le Dolomiti e l’atmosfera di benessere che si respira nelle valli?

Noi abbiamo due prodotti: MOON e MOOD. Moon è una piattaforma che unisce tutto il campo del benessere aziendale un po’ come una “la Netflix del Corporate Wellbeing”. Disponibile su Ios, Android e Web app. All’interno ci sono anche i video rilassanti delle Dolomiti. MOOD è una cabina insonorizzata (phone booth) per potersi rilassare, fare una chiamata in totale privacy, fare una meditazione (magari utilizzando proprio la piattaforma MOON). Entrambi i prodotti sono esclusivamente per le aziende.

Vedo che il benessere sul posto di lavoro rappresenta un punto centrale del tuo discorso. Tema che appare molto importante anche ora in tempi di pandemia, dove si affronta il dilemma tra ritorno del lavoro in ufficio e lavoro a distanza con tutto quello che ne consegue a livello normativo. Come sta cambiando il mondo del lavoro secondo te in relazione al benessere aziendale?

Ci troviamo in un momento estremamente delicato. Da una parte abbiamo i lavoratori che si sentono depressi e stressati, dall’altra abbiamo i datori di lavoro e i responsabili del personale che sono così indaffarati dalle pratiche amministrative che non hanno il tempo per intervenire sul benessere aziendale. C’è chi soffre di ansia e insonnia, c’è chi si sente depresso e si lascia andare anche dal punto di vista fisico. È un momento difficile, e lo stiamo notando ogni giorno. Il COVID-19 sta rivoluzionando il modo in cui viene visto il lavoro: non solo obiettivi stringenti ma una vera e proprio politica di benessere aziendale. Per molte aziende questo è ancora un tabù, ma se le cose continueranno così ogni azienda, dalla più piccola a quella più grande dovrà adattarsi se non vorrà rischiare di vedersi alzare il livello di turnover del personale. Bisogna affrontare il benessere aziendale con il doppio dell’efficienza rispetto al classico benessere che troviamo in palestra o alle lezioni di pilates. Qui ne va dell’intera economia. Non è uno scherzo.  La cultura sul posto di lavoro deve cambiare e una cosa è certa: i dipartimenti delle risorse umane hanno sulle proprie spalle la più grande responsabilità degli ultimi anni. La ripresa dell’economia è anche nelle loro mani.

Noi abbiamo già parlato, con l’esperienza di Vaia Wood, di giovani startup delle Dolomiti che mirano al recupero delle foreste delle valli distrutte da Vaia nel 2018. Il vostro progetto come si inserisce in questo ambito?

Noi ci siamo posti l’obiettivo concreto di ripiantare, per ogni abbonamento a MOON venduto un albero nelle Dolomiti e dieci alberi per ogni cabina venduta.

State collaborando con qualche associazione? Siete già riusciti nella ripiantumazione di qualche albero?

Stiamo iniziando a contattare la comunità della Val di Fiemme per organizzarci. Il nostro obiettivo è di piantare presto 500-1000 alberi alla volta.

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